Seleziona una pagina

LA REGINA INDOSSA NERO

Giulia Caselli, la nostra assistant fashion stylist ci propone le sue creazioni.

La nostra dea indossa il nero! Che immagine hanno gli dei? E le dee? Essi sono in realtà dei simboli, il che vuol dire che non vi è un’immagine che li “incarna” in sé per sé; si dice, infatti, che tali figure sarebbero solo una rappresentazione empirica di ciò che è la nostra pura immaginazione. In qualche modo, gli si cerca di dare un riscontro visivo, perché l’uomo ha la costante necessità di affidarsi all’immagine, per credere vero qualcosa. Anche che si tratti di un sogno. Ma allora, che immagine diamo agli dei? E alle dee? Nello specifico ci interessava approfondire la figura della dea. Tutto ciò che il fruitore comune di solito immagina, è una madre natura, una dea pura, bianca, limpida e avvolta di luce inebriatoria. Una dea che trasmette pace e quiete. Spesso, la perfezione. Ma, i tempi sono cambiati. E non sempre quella che si cerca è esclusivamente pace, o quiete. Non che la pace o la quiete non fossero importanti. Ma, oggi, tante volte non bastano. Oggi serve molto di più. Serve energia, sicurezza, potere, carattere! E di certo, non perfezione. Serve crederci un po’ più vicini agli dei, per riuscire a fronteggiare questo mondo. Ci serve sapere che nessuno è perfetto, neppure gli dei. La verità, è che, nel tempo, gli dei stessi hanno assunto delle forme e rappresentazioni diverse. Col tempo, hanno mutato la loro immagine, e hanno assunto delle forme che erano, per quel dato periodo storico, uno standard di perfezione. Vediamo la Venere di botticelli per esempio: nella sua bellezza, e nella sua purezza, aveva delle forme evidenti, era un po’ bassuccia, ed era spesso rappresentata con capelli mossi e spettinati. Oggi, sicuramente, non sarebbe una dea. È pur sempre la Venere di Botticelli, ma è completamente diversa da quella che può essere la dea perfetta per il presente! Tutto questo dunque cosa ci insegna? Che siamo noi stessi gli artefici dei nostri standard. E gli artefici delle nostre pene e dei nostri giudizi. Quando ci giudichiamo troppo lontani dalla bellezza, dalla purezza, o dalla “perfezione”, siamo noi stessi che abbiamo settato quegli standard, e quella perfezione. Ma, per fortuna, siamo gli stessi, che possono cambiarla! E noi, con questo shooting, abbiamo deciso di settare nuovi standard. Abbiamo deciso di valorizzare e celebrare la bellezza umana, che è perfetta già così com’è. E abbiamo immobilizzato, con questi scatti, una dea immersa nel bianco, un universo col sapore quasi di finzione. Un bianco astratto, irreale, e abbagliante. Lo stesso spazio in cui, i suoi abiti cupi, neri e contro il tempo, trovano contrasto. La dea, bella, quanto sicura di sé, guarda dall’alto al basso coloro che osservano, ma la sua espressione rimane impassibile, come se volesse mostrare indifferenza verso i suoi spettatori, e volesse ostentare la sua bellezza, tenendo per sé il suo carattere e la sua personalità. Una dea fiera di sé stessa, e del suo tratto umano e mortale. E fiera, soprattutto, del suo livello di confidenza raggiunto. Ecco perché, la nostra dea, indossa il nero! Perché la nostra dea indossa il vero, indossa i pregi ma anche i difetti, indossa il peccato, ma anche la purezza. È stereotipo di bellezza, che non esclude le curve. È energia e carattere. È imperfezione, ma equilibrio. È semplicemente vera.